Curiosità

Come diventare botanico

Ci sono alcuni lavori che permettono di restare a contatto con la natura, viaggiare, visitare posti nuovi e fare sempre nuove scoperte. Sono i lavori più ricercati, anche se non sempre è facile ottenerli.

D’altronde, il lavoro dei propri sogni prevede tanti sacrifici e percorsi molto lunghi; non tutti possono o sono disposti a mettersi in gioco.

A proposito di tali professioni, ce n’è una che, nello specifico, consente di fare una carriera entusiasmante a contatto con la natura e magari in giro per il mondo.

Stiamo parlando del botanico, una professione che oggi è tornata alla ribalta.

Vediamo come si fa a diventare un botanico, qual è il percorso di studi più adatto e le varie tappe da seguire.

Chi è il botanico

Prima di analizzare il percorso di studi e l’iter necessario per diventare un botanico, cerchiamo di capire chi è il botanico e di cosa si occupa questo professionista.

Il botanico è uno scienziato che effettua ricerche sulle forme di vita del mondo vegetale.

Si tratta di una professione molto specialistica e che prevede non solo una profonda conoscenza del mondo vegetale, ma anche uno studio approfondito di quello animale. Sono piante e insetti che le popolano a formare il vero e proprio ecosistema e il botanico deve conoscere ogni informazione relativa a queste due specie.

Cosa fa un botanico

Il botanico si occupa di molti aspetti all’interno del proprio lavoro. Il compito fondamentale a cui ogni botanico è chiamato, però, è senza ombra di dubbio quello di fare della buona ricerca.

Lo studio del mondo vegetale è certamente il campo nel quale il botanico deve essere un vero e proprio esperto. Il suo lavoro si svolge prevalentemente all’esterno, dove raccoglie e cataloga campioni di diverse specie vegetali. Si tratta pere lo più di piante, semi, pollini e foglie ma anche campioni di terreno o di corteccia degli alberi. Tali campioni andranno poi spediti in laboratorio per delle analisi ancora più approfondite.

Data la differente origine di tali vegetali, non è raro che il botanico viaggi nei diversi paesi del mondo alla ricerca delle specie più rare o di quelle ancora non scoperte.

Ultimamente, il botanico è una figura sempre più richiesta in tutti quei campi in cui si effettuano nuove coltivazioni. Alcune di esse nascono da incroci tra diverse specie vegetali, altre tra specie vegetali e animali. In questi casi, avere nel proprio team un botanico è di fondamentale importanza. Le nuove coltivazioni oggi rientrano nella ricerca di avanguardia come espediente rispondere alle eventuali difficoltà di reperimento di materie prime del futuro.

Come tutte le carriere accademiche, poi, anche il botanico può intraprendere un percorso lavorativo nell’insegnamento. Può diventare docente nelle scuole medie, in quelle superiori, o tentate la carriera universitaria puntando a diventare professore di ruolo.

Quale percorso di studi è necessario per diventare botanico

Trattandosi di una professione di tipo scientifico, per diventare

botanico è necessario conseguire una laurea in Scienze Biologiche, Ecologiche, Forestali e Agrarie. Nel caso si abbia una laurea in Biologia, sarà necessario eseguire una specializzazione.

La laurea è obbligatoria se si vuole diventare botanico; non esistono percorsi alternativi. Si tratta di un percorso di studi molto “pratico”, che prevede diverse esercitazioni sul campo durante la preparazione dei vari esami e la frequenza delle lezioni.

Con quali professionisti lavora?

Il botanico lavora a stretto contatto con molti professionisti. Le ricerche effettuate, infatti, sono di varia natura e coinvolgono tanti aspetti scientifici che richiedono la presenza di diversi esperti del settore.

La figura con la quale il botanico si confronta maggiormente è quella del biologo. Botanici e biologi lavorano a stretto contatto nello studio delle forme vegetali e delle nuove coltivazioni; i primi sono attivi sul campo e nella raccolta dei campioni mentre i secondi si occupano di studiare tali campioni in laboratorio.

A seconda del tipo di incarico, poi, il botanico può anche collaborare con enti e organizzazioni non governative, con istituti universitari o, nel caso dell’insegnamento, anche intraprendere una carriera come lavoratore autonomo, caratterizzata da pubblicazioni scientifiche o divulgative.

Quanto guadagna un botanico

Il compenso lavorativo per un botanico può dipendere da tantissimi fattori diversi. A incidere particolarmente sul suo stipendio è il livello di esperienza.

Botanici alle prime armi, che abbiano appena terminato il loro percorso di studi con il conseguimento della laurea, difficilmente guadagneranno cifre molto elevate; diverso, invece, è il discorso per quelli più esperti, con anni di lavoro alle spalle, che possono arrivare anche a cifre molto alte.

Con le pubblicazioni scientifiche e divulgative, poi, si possono raggiungere anche entrate economiche passive che si vanno ad aggiungere al normale salario.

Lavorare come botanico: vantaggi e svantaggi

A dispetto di quello che si potrebbe credere, la figura del botanico è una figura piuttosto ricercata nel mondo del lavoro.

È particolarmente richiesta nello studio delle nuove coltivazioni che rappresentano un vero e proprio passo in avanti della ricerca; esse non potrebbero essere effettuate senza la presenza di un botanico esperto che conosca alla perfezione tutte le caratteristiche delle specie vegetali coinvolte nei processi di modifica e di incrocio.

Chi desidera un lavoro in laboratorio, però, è opportuno ricordare che difficilmente il botanico lavora all’analisi dei campioni raccolti ma si tratta di una figura che spesso opera all’aperto in giro per il mondo e, delle volte, e anche in situazioni pericolose sia dal punto di vista sanitario che umanitario.

Come si diventa botanici

Il primo passo da compiere per intraprendere la carriera di botanico è certamente il conseguimento della laurea. Terminato il percorso di studi, sono tante le possibilità che si aprono per chi è intenzionato a diventare botanico.

È possibile fare domanda nei vari laboratori o provare anche esperienze di volontariato come quelle suggerite da Keep the Planet con le varie organizzazioni che si occupano di

salvaguardia ambientale e che richiedono figure con una forte preparazione specifica all’interno del loro team.

Ad oggi, poi, esistono tante possibilità anche per una carriera come libero professionista, ad esempio nella divulgazione attraverso la rete e la pubblicazione di libri o di documentari per il grande pubblico.